



Introduzione
Quella mattina, sul portico, le rose di giugno sbocciarono di buon’ora e più belle del solito, liete anch’esse del cielo sereno senza una nuvola. Sembravano piccoli vicini di casa con quelle loro facce risplendenti: dondolate e piegate dal vento, parevano commentare tra di loro gli avvenimenti cui stavano assistendo. “Piccole donne crescono” è il secondo dei romanzi che, sullo sfondo di un’America ottocentesca, racconta la storia delle sorelle March. La vita esterna alla famiglia irrompe prepotentemente nelle loro esistenze, segnandole profondamente, colmandole ora di gioia ora di dolore. Fra le quattro sorelle comunque emerge sempre Jo, la sensibile protagonista di questo libro.
L’autrice
Louisa May Alcott nasce, seconda di 4 sorelle (Anna, Elizabeth e May), in Pennsylvania il 29 novembre 1832, nel giorno del trentatreesimo compleanno del padre, Amos Bronson, che tentò, nel 1842, l’esperimento comunitario di Fruitlands, ironicamente rievocato in Giovanili furori trascendentalisti(Transcendental wild oats, 1873). Amica della famiglia di Ralph Waldo Emerson e di Henry David Thoureau, fu infermiera durante la Guerra Civile Americana. Morì il 6 marzo 1888, a soli due giorni dalla morte del padre.
Pubblicazioni
Pubblica il suo primo libro, Flower Fables, a 22 anni. È famosa in tutto il mondo per il romanzo Piccole Donne del 1868 (scritto tra maggio e luglio di quell’anno nella Orchard House al 399 di Lexington Road a Concord, Massachusetts, da allora chiamata “Home of Little Women” e ancor oggi visitabile) cui fecero seguito altri tre libri della serie meno riusciti: Piccole donne crescono (Good Wives, 1869), Piccoli uomini (Little men, 1871) e I figli di Jo (Jo’s boys, 1886). Tra le sue protagoniste, le sorelle March, quella che più le somiglia è Jo, prima figura nella letteratura per ragazzi di giovane donna che combatte per la sua indipendenza e i suoi diritti, diversa dagli stereotipi della narrativa per giovanette dell’epoca.
In totale pubblicò più di 30 libri tra romanzi e raccolte di racconti. Fu anche un’abolizionista e una femminista e si batté per i diritti delle donne.
Recensione
Questo libro lo avevo iniziato già un po di tempo fa ma non mi aveva convinto, tanto che non lo avevo finito. Ho deciso di riprovare a leggerlo e ho fatto bene perchè mi è piaciuto molto, ad eccezione di alcune scelte dei personaggi per il resto è un libro molto coinvolgente. Le piccole donne crescono è la seconda parte della storia delle quattro sorelle March, la prima parte si chiama Piccole donne e parla della loro vita fino all’adolescenza.
Conclusioni
Se nel primo libro la Alcott aveva puntato l’attenzione sul tema dell’unità familiare, della forza che i membri di una famiglia si trasmettono in ogni momento della vita, sia bello, sia brutto, in Le Piccole Donne Crescono la situazione, come giusto che sia, cambia. Tutto gira attorno a temi più maturi come l’indipendenza, il matrimonio, l’affermazione lavorativa, viaggi e sentimenti nuovi. La Alcott è riuscita a fare una realizzazione a 360° idilliaca forse, ma reale in quanto il dolore per la scomparsa della sorellina Beth è sempre presente perchè la Alcott ci vuole ricordare che la vita è dolce e amara allo stesso tempo. Così come le soddisfazioni e i successi della vita devono essere raggiunti con la propria forza. La chiusura del libro, con la famiglia March nuovamente riunita poi è un input per ricordare ai lettori che per quanto si possa andare lontano, il proprio nucleo familiare è ciò che conta e ci sarà sempre.
Note
Questo libro lo consiglio a tutte le persone, sia donne che uomini, che vogliono sapere come si viveva un tempo, più o meno nella metà dell’800. Questo libro fa riflettere su diversi temi che si possono affrontare a diverse età. Piccole donne crescono lo consiglio per l’età delle superiori perché sono in un periodo in cui possono capire personalmente le vicende raccontate, potendosi anche immedesimare con loro.